Affascinante borgo medioevale adagiato sui colli del lembo più meridionale dell'Umbria, San Gemini domina un paesaggio incantevole, impregnato di arte, storia e cultura.
La città, famosa fin dall'antichità, per le sue acque minerali, è stata edificata sui resti di un antico insediamento romano come testimonia l'asse principale costituito dal tracciato dell'antica via consolare Flaminia, detta di S. Giovanni, che attraversa tutto il paese dalla Porta Romana alla Porta Nord.
In epoca medioevale prese il nome di San Gemini da un monaco originario della Siria che, giunto sul luogo verso la fine del IX secolo, si dedicò all'istruzione ed alla conversione religiosa della popolazione indigena con tale amore e benevolenza, che questa diede, dopo la morte di lui, il nuovo nome di Civitas Sancti Gemini ("la città di Santo Gemine") alla cittadina.
Devastata dai Saraceni nel Medioevo, dal sec. XI al sec. XV, fu alternativamente in possesso di Narni e della Chiesa.
Nel 1524 fu infeudata, dal Pontefice Clemente VII, agli Orsini.
Nel 1527,nel corso delle operazioni connesse con il "Sacco di Roma", subì una grave devastazione ad opera delle truppe del conestabile di Borbone diretto a Roma.
Elevato a Ducato nel 1590 da Urbano VII a favore degli Orsini fu poi, nel secolo successivo dei Publicola di Santacroce. Nel 1781 Pio VI elevò San Gemini al rango di città.
Oltre ai monumenti già citati, meritano di essere visitate le Abbazie di San Nicolo' (1304) e di San Gemine (oggi Duomo), le chiese di San Giovanni (l'antico Battistero dell' VIII secolo) e di San Francesco (XIII sec.) oltre al Palazzo del Capitano del popolo (XIV sec.).
Degni di nota anche la mole turrita del palazzo Canova, testimonianza del lungo soggiorno in San Gemini del grande scultore, la cappella di "S. Maria de Incertis", le ex chiese di S. Maria Maddalena e di S. Stefano, e tutte bellezze architettoniche quali torrioni, case - torri, scalinate, arcate, bastioni, ponticelli di sostegno.
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